L'Oratorio dei Bianchi

Le vicende del complesso monumentale dell'Oratorio dei Bianchi si estendono per un arco di circa dieci secoli, in una affascinante stratificazione di interventi strettamente legati alle vicende storiche e politiche della città.

La testimonianza più antica è costituita dalla porta lignea di età islamica un tempo parte della cittadella fortificata della Al-Halisah, posta a destra dell'attuale ingresso: da questa, secondo le cronache, sarebbero entrati in Palermo i Normanni guidati da Ruggero Gran Conte nel 1071, protetti dalla Vergine Maria che apparve sopra la porta della città ad indicare la strada. Quale ringraziamento Ruggero avrebbe edificato quindi nello stesso sito una chiesa o forse una cappella, ornata dalla miracolosa immagine della Madonna della Vittoria, ripresa nell'affresco che la sovrasta.

La sempre maggiore diffusione del culto portò nel 1572 all'edificazione di una nuova chiesa ed alla fondazione di una confraternita che se ne prendesse cura. Ancora nel 1710 la chiesa subì una ulteriore trasformazione su progetto del gesuita Filippo Giudice, che le diede la configurazione attuale a navata unica con cappelle laterali addossate ai muri longitudinali. Una semplice decorazione fu aggiunta in età neoclasssica.

Oggi questo spazio ospita gli stucchi eseguiti da Giacomo Serpotta intorno al 1703-1704 per la cappella della Madonna della Pietà e la Cappella della Vergine della Chiesa del Monastero delle Stimmate di San Francesco, demolita per la costruzione del Teatro Massimo. I preziosi stucchi furono staccati e trasferiti presso il Museo Nazionale, indi collocati nella sede attuale. La loro disposizione originaria può essere ricostruita grazie alla fotografie scattate nella loro collocazione originaria.

Ad essi è stata affiancata una selezione di materiali plastici barocchi, in stucco e terracotta, tra i quali due “testine” di putti, pure riferibili a Giacomo Serpotta per l’alto livello formale ed esecutivo nonché per la rispondenza iconografica alla variegata tipologia dei suoi angeli.

 
                

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